PRIMA: il micro-impianto retinico che restituisce la visione centrale nei pazienti con atrofia geografica avanzata

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PRIMA: il micro-impianto retinico che restituisce la visione centrale nei pazienti con atrofia geografica avanzata

L’atrofia geografica (GA) rappresenta una delle forme più devastanti di degenerazione maculare legata all’età (AMD). Per molti pazienti la progressione della malattia porta alla perdita della visione centrale, compromettendo attività quotidiane fondamentali come leggere, riconoscere i volti o utilizzare dispositivi elettronici.
Per anni, l’unica strategia possibile è stata una gestione conservativa, basata su monitoraggio, ausili visivi e prevenzione secondaria. Nessuna terapia realmente in grado di ripristinare la visione.

Oggi, però, uno scenario completamente nuovo si sta aprendo grazie all’impianto retinico PRIMA, un microchip fotovoltaico subretinico che ha dimostrato di poter restituire una forma di visione artificiale funzionale a pazienti con GA avanzata. Si tratta di risultati che, fino a pochi anni fa, sarebbero stati considerati pura fantascienza.

Che cos’è l’impianto PRIMA?

PRIMA è un micro-impianto elettronico di circa 2×2 mm e spesso meno di un capello, posizionato sotto la retina nella zona maculare.
Si tratta di un sistema fotovoltaico wireless, cioè non richiede cavi o batterie interne. Funziona grazie a occhiali speciali che il paziente indossa durante l’uso.

Come funziona:

  1. Gli occhiali con videocamera catturano la scena.

  2. L’immagine viene trasformata in un segnale a luce infrarossa.

  3. Questo segnale viene proiettato sulla retina.

  4. Il microchip PRIMA lo converte in stimolazioni elettriche dirette ai neuroni retinici ancora funzionali.

  5. Il cervello interpreta questi segnali come percezioni visive artificiali.

Non si tratta di una “visione naturale”, ma di una forma di percezione visiva utile e funzionale che permette ai pazienti di recuperare capacità perse da anni.

Lo studio PRIMAvera: i risultati che cambiano la storia della GA

Il grande salto in avanti arriva dai risultati del trial clinico PRIMAvera, che ha coinvolto 38 pazienti con atrofia geografica allo stadio avanzato.

I dati più rilevanti:

  • L’81% dei pazienti valutati ha mostrato un miglioramento significativo dell’acuità visiva centrale (≥0,2 logMAR).

  • Considerando anche chi non ha completato le valutazioni, l’efficacia stimata si mantiene su circa l’80% dei partecipanti.

  • I miglioramenti sono stati stabili nel tempo, con follow-up a un anno dall’impianto.

  • I pazienti hanno recuperato la capacità di distinguere lettere, forme e contrasti laddove era presente uno scotoma centrale profondo.

Per una patologia che fino a oggi non offriva alcuna possibilità di restauro visivo, questi numeri rappresentano un traguardo di enorme portata.

Sicurezza e effetti collaterali:

Il dispositivo ha mostrato un profilo di sicurezza complessivamente buono. Si sono verificati alcuni eventi avversi nei primi mesi dopo l’intervento, come prevedibile in una procedura chirurgica intraoculare, ma la grande maggioranza si è risolta completamente entro due mesi.

Il follow-up prolungato suggerisce che l’impianto è ben tollerato e non genera infiammazione o complicazioni strutturali nel lungo termine.

Prospettive future e disponibilità clinica:

Il dispositivo è attualmente in fase avanzata di valutazione regolatoria:

  • Domanda di approvazione già presentata in Europa, con disponibilità prevista tra il 2025 e il 2026.

  • Processo di approvazione FDA avviato negli Stati Uniti.

Se approvato, PRIMA potrebbe diventare il primo impianto retinico ufficialmente indicato per la GA avanzata, aprendo una nuova era per la gestione dell’AMD secca.

Perché PRIMA è una rivoluzione per l’occhio umano:

Per la prima volta non ci troviamo davanti a una terapia che rallenta la progressione:
parliamo di una tecnologia capace di restituire visione in un’area già perduta.

In un contesto clinico in cui milioni di pazienti convivono con lo scotoma centrale e pochi ricevono soluzioni realmente efficaci, PRIMA rappresenta un passo avanti straordinario.

Conclusioni:

L’impianto retinico PRIMA segna un cambiamento epocale nella gestione dell’atrofia geografica avanzata.
Non è semplicemente un dispositivo tecnologico, ma una nuova forma di visione che offre ai pazienti una seconda possibilità.

Per noi professionisti della visione — optometristi, oculisti, ricercatori — questo sviluppo apre un futuro in cui la perdita della visione centrale non rappresenterà più una condanna irreversibile.

Referenze:

  1. Duncan J. Behind the science: restoring vision for patients with AMD and geographic atrophy. N Engl J Med. 2026;394:298-301. Published January 14; DOI: 10.1056/NEJMe25145922. Holz FG, Le Mer Y, Muqit MMK, et al. Subretinal photovoltaic implant to restore vision in geographic atrophy due to AMD. Published online on October 20, 2025; N Engl J Med. 2026;394:232-242.

  2. Holz FG, Le Mer Y, Muqit MMK, et al. Subretinal photovoltaic implant to restore vision in geographic atrophy due to AMD. Published online on October 20, 2025; N Engl J Med. 2026;394:232-242.

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