Il test duochrome (o bicrometico rosso-verde) è una tecnica soggettiva usata per rifinire la componente sferica della refrazione, sfruttando l’aberrazione cromatica longitudinale dell’occhio.
In questo articolo riassumeremo il principio, la procedura clinica, le evidenze su efficacia e ripetibilità, le fonti di errore, le alternative pratiche e i gruppi di pazienti per i quali il test è sconsigliato o meno affidabile, con riferimenti a letteratura peer-review e risorse autorevoli.
Il duochrome si basa sul fatto che lunghezze d’onda diverse vengono rifratte in modo leggermente diverso in funzione della lunghezza d’onda della luce incidente: la luce verde (lunghezza d’onda più corta) si focalizza generalmente più davanti alla retina rispetto alla luce rossa (lunghezza d’onda più lunga).
Durante l’esame della refrazione, quando la sfera è corretta otticamente, il paziente dovrebbe percepire uguale nitidezza sui due campi (neutralità). Se il lato verde appare più nitido si aggiunge +0,25 D (spostare il fuoco in avanti); se il lato rosso appare più nitido si aggiunge −0,25 D. Questo metodo mira a centrare la lunghezza d’onda del “giallo” (lunghezza d’onda intermedia) sulla retina, ottenendo il massimo potere visivo soggettivo d’emmetropizzazione.
Finita la fase di test monoculare, con il paziente a distanza standard (6 m) o equivalenti ottici, che raggiunge la Massima acuità con il valore ottico piu’ positivo MPMAV (massimo positivo per massima acutezza visiva).
Presentare il test con lettere nere su sfondo rosso e verde (generalmente una riga sotto la MPMAV). Chiedere quale lato le lettere si presentano piu’ ”nere o nitide” e ”marcate”.
Regolare la sfera in incrementi di ±0,25 D fino ad ottenere neutralità o l’endpoint desiderato; il test può essere eseguito sia prima sia dopo la correzione cilindrica (vedi dibattito sotto). Se il lato verde appare più nitido si aggiunge +0,25 D (spostare il fuoco indietro); se il lato rosso appare più nitido si aggiunge −0,25 D. Questo metodo mira a centrare la lunghezza d’onda del “giallo” (lunghezza d’onda intermedia) sulla retina, ottenendo il massimo potere visivo soggettivo d’emmetropizzazione.
Il duochrome è un metodo consolidato e raccomandato nei manuali e nella pratica clinica come controllo della sfera finale.
Validità rispetto alla correzione cilindrica: Gantz et al. (PLOS One) hanno mostrato che il test rimane valido sia prima sia dopo la correzione del cilindro: la risposta red/green non cambia in modo sostanziale quando la componente cilindrica è presente, supportando l’uso del duochrome anche in fasi diverse della refrazione.
Confronti con curve di defocus: Studi più recenti che hanno misurato le ”defocus curves” con stimoli rossi, verdi e bianchi mostrano che le posizioni focali teoriche derivate dalle curve concordano ragionevolmente con i risultati del ”duochrome”, ma con variazioni legate all’età (la LCA cambia con l’età) e alla qualità ottica della cornea/lente. Questo suggerisce buona plausibilità fisico-clinica ma anche variabilità intersoggettiva.
Studi sulla popolazione e condizioni ambientali: Lavori clinici e indagini multicentriche (inclusi studi su gruppi di età differenti e condizioni di illuminazione) hanno generalmente trovato che il duochrome è affidabile per confermare la sfera nella maggior parte dei pazienti collaborativi; tuttavia alcune condizioni (ridotta acuità visiva, cataratta, pazienti non collaborativi, elevato difetto visivo) riducono l’accuratezza del risultato.
Dimensione dell’errore: il test opera in step molto piccoli (tipicamente 0,25–0,50 D come intervallo clinico interpretato), quindi la variabilità soggettiva del paziente (risposte inconsistenti) e fattori ambientali possono portare a fluttuazioni di qualche decimo di diottria.
Studi che comparano metodi soggettivi e tecniche automatizzate riportano che la ripetibilità del duochrome è buona ma inferiore a metodi obiettivi ripetibili in condizioni controllate; tuttavia la rilevanza clinica (in termini di acuità finale) è spesso minima.
Fonti principali di errore: Accomodazione non ottimamente controllata (soprattutto nei giovani non in cicloplegia), luminosità/illuminazione non standardizzata, dimensione della pupilla, presenza di aberrazioni oculari elevate, opacità (cataratta) e scarsa acuità retinica che impedisce la discriminazione dei dettagli e dei piccoli contrasti tra le due aree.
Acuità visiva ridotta: Molte linee guida e fonti cliniche sconsigliano l’uso se l’acuità monoculare è peggiore di circa 3-4/10, perché la differenza “percepita” fra rosso e verde diventa troppo piccola da discriminare affidabilmente.
Cataratta o Opacità : Le aberrazioni indotte possono alterare la percezione; in pazienti con opacità si ottengono risposte meno affidabili.
Pazienti con fusione instabile/strabismo/amblyopia: In casi di soppressione o scarsa fusione i risultati binoculari e talvolta monoculari possono essere incoerenti; Anche in ambliopia lieve la discriminazione fine può essere limitata.
Difetti di colore? Paradossalmente, il test si basa su LCA (non sulla capacità di riconoscere il colore), quindi anche pazienti con alcuni tipi di discromatopsia possono rispondere, ma la cooperazione e la comprensione del compito restano essenziali; alcuni manuali però avvertono cautela.
Gantz L, Schrader S, Ruben R, Zivotofsky AZ. Can the Red-Green Duochrome Test Be Used Prior to Correcting the Refractive Cylinder Component? PLOS ONE. 2015. PLOS
Colligon-Bradley P. Red-green duochrome test. Journal of Ophthalmic Nursing and Technology. 1992 (PubMed summary). PubMed
Chukwuyem EC. Subjective Refraction Technique: Duochrome Test. StatPearls/NCBI Bookshelf. 2025. PubMed
Rolandi R et al. Red and green defocus curves and duochrome test in different age groups. Journal of Optometry. 2024. PubMed+1
Mazhar Z, Manzoor R, Kanwal S, Iqbal G. Reliability of Duo Chrome Test in Different Age Groups. Pak J Ophthalmol. 2021. pjo.org.pk
Naqvi S, Ansari A. Reliability of duochrome test among different refractive errors (lighting conditions). Journal of Cornea & Refractive? / Conference 2025. (studio recente su affidabilità). LWW Journals+1
Otero C et al. Clinical evaluation of an automated subjective refraction. Journal of Optometry (2019) — confronto metodologie oggettive/soggettive. ScienceDirect
Yi Z et al. Theoretical derivation and clinical validation of the duochrome principle. medRxiv / preprint 2022. medrxiv.org
EyeWiki/EyeDocs — voci cliniche su indicazioni e controindicazioni pratiche del duochrome (aggiornamenti 2024–2025). eyewiki.org+1
Baig RS et al. Comparative Efficacy of Duochrome Test versus +1 Blur Test. The Healer Journal (2025) — confronto pratico tra metodi soggettivi. thehealerjournal.com
Rolandi R — versione PDF con dati aggiuntivi su LCA e variazioni legate all’età. Boa
Makgaba NT, Mathebula SD. Discussion/Review on duochrome test use and theory. African Vision and Eye Health (2020).
Devi essere connesso per inviare un commento.
Bell’articolo, grazie. Solo un piccolo refuso: la lente +0,25 sposta il fuoco in avanti.