Perchè ci si sente piu’ bassi indossando delle lenti?

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Perchè ci si sente piu’ bassi indossando delle lenti?

Bellissima domanda che richiama ricordi di Optometria e che rappresenta al meglio come le lenti che i nostri clienti indossano interagiscono con il sistema visivo.

 

In questo breve estratto cercherò di farvi capire al meglio concetti molto complessi di neurofisiologia che spiegano come i nostri occhi si comportano davanti a delle lenti.

 

Partiamo dalla domanda: Perchè una persona puo’ sentirsi piu’ bassa modificando uno stimolo visivo?

I nostri occhi non ci servono solo per ‘’vedere’’. Per quanto per anni abbiamo pensato solo all’acutezza visiva come unico punto di valutazione della qualità visiva, il nostro sistema è molto più complesso (ovviamente). Gli occhi  servono per 1. Vedere 2. Capire come relazionarsi nello spazio percepito 3. Capire come relazionarsi nello spazio agito 4. Dare informazioni a se stesso (in termine tecnico propriocezione) sulla posizione del mio corpo nello spazio percepito ed agito.

 

In poche parole con i miei occhi capisco ‘’dove sto nello spazio’’, ‘’a che distanza sono gli oggetti’’ e se il mio braccio o le mie gambe sono abbastanza lunghe per eventualmente toccare quell’oggetto! Scusate la iper semplificazione.

 

Questo sistema ci mette diverso tempo per diventare efficiente e comprende una serie di comunicazioni molto complicate di cui oggi non tratteremo.

 

Quando inseriamo una lente (qualsiasi lente) stiamo dando un calcio rotante ‘’fortissimo’’ ad un sistema che ha messo giorni, settimane, anni a diventare efficiente. Immaginate che da un giorno all’altro vostra mamma anzichè parlarvi in italiano (o la vostra lingua madre) cominci a parlarvi in Inglese (ho scelto l’inglese apposta), una lingua conosciuta ai piu’ ma non la vostra lingua madre. Come vi sentireste? I primi giorni sarete certamente in un enorme disagio, poi piano piano vi abituerete e ve ne fareste una ragione.

 

Ecco, questo è quello che succede al nostro cervello ad ogni cambio di prescrizione.

Il nostro sistema comprende che l’informazione è diversa e deve analizzarla, integrarla e renderla normale nel minor tempo possibile. La variabile tempo è dipendente da quanto il nostro sistema è veloce e poco incline a fare certi errori.

In questi termini esistono degli ‘’effetti collaterali’’ dati da lenti e prismi. Vediamoli nel dettaglio.

 

1. SILO o SOLI: Le lenti generano di solito un effetto chiamato SILO (small in e large out) o SOLI (small out o large in) che è facilmente verificabile chiedendo al soggetto di riferire se al cambio di una lente positiva o negativa si verifica anche un cambio dell’immagine che il soggetto percepisce. Quello che succede di solito in un alta miopia (esempio -10D) è che nei primi giorni il soggetto possa percepire un rimpicciolimento delle immagini e associato ad esso (o un avvicinamento o un allontanamento a seconda se siamo SILO o SOLI) che dura qualche giorno prima che venga assorbito. Stesso caso anche per le alte ipermetropie. Sono effetti ottici indotti dalle lenti e non ci possiamo fare nulla. In un altro caso, per esempio, se vedo gli oggetti piu’ grandi e che si avvicinano quando guardero’ il pavimento avro’ l’impressione di essere più piccolo giusto? E’ esattamente quello che sta succedendo nel caso descritto.

 

2. Effetti prismatici: Anche inserendo un prisma si generano degli effetti di ‘’percezione’’. In realtà la distinzione che facciamo nell’articolo ha poco senso perchè le lenti sono coppie di prismi ed ogni volta che guardiamo un oggetto fuori dal centro ottico si generano sempre effetti prismatici. Le deviazioni indotte da prismi generano adattamenti fusionali e di conseguenza variazioni di accomodazione relativa al tipo di variazione sostenuta. Per rendere stabili queste variazioni solitamente abbiamo una azione del cervelletto che media le differenze costanti di drift retinico. Pertanto l’azione di un prisma non ben compensato dato per esempio da una centratura non perfetta puo’ portare a effetti di disequilibrio e cattiva coordinazione nello spazio percepito ed agito.

3. Lenti Multifocali: Un capitolo a parte viene fatto per le lenti progressive che sono un calderone di adattamenti. Qui troviamo variazione progressiva positiva sferica lungo la lente nel meridiano vericale, variazione astigmatica lungo il meridiano orizzontale e variazione prismatica lungo entrambi i meridiani. Ora capiamo perchè servono ALMENO 2 settimane per abituarsi.


4. Capitolo extra per astigmatismi: Anche l’astigmatismo presenta degli effetti collaterali che generalmente si producono di piu’ nella percezione di linee che per il nostro spazio agito sono dritte ma che per il nostro spazio percepito sono storte. Di solito non impatta sul sentirsi piu’ piccoli o piu grandi ma piu’ sull’osservazione appunto di linee ‘’dritte’’ o ‘’storte’’ nello spazio.

 

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