Negli ultimi anni, la gestione delle condizioni della superficie oculare ha evidenziato limiti significativi legati alla biodisponibilità dei trattamenti topici.
La recente introduzione di un innovativo approccio definito “living eye drop” potrebbe rappresentare un cambio paradigmatico nella terapia delle lesioni corneali. Uno studio proof-of-concept pubblicato su Cell Reports e ripreso da Optometry Times descrive lo sviluppo di un collirio “vivente” basato su batteri oculari ingegnerizzati in grado di rilasciare molecole terapeutiche direttamente sulla superficie oculare .
I colliri convenzionali presentano una criticità ben nota: la rapida eliminazione attraverso il film lacrimale, che richiede somministrazioni frequenti e riduce l’efficacia terapeutica (ogni 20 minuti circa). Questo aspetto è particolarmente rilevante nella gestione di:
Il nuovo approccio si basa sull’utilizzo di Corynebacterium mastitidis, un batterio commensale oculare, geneticamente modificato per secernere interleuchina-10 (IL-10), una citochina con potente attività anti-infiammatoria .
Nei modelli murini di danno corneale, questo sistema ha dimostrato:
L’elemento innovativo non è solo il farmaco, ma il veicolo biologico. Il microbioma oculare viene trasformato in una piattaforma di drug delivery continua.
Questo approccio rientra nel più ampio ambito dei:
Rispetto ai colliri tradizionali, il vantaggio teorico è la persistenza sulla superficie oculare, con rilascio continuo del principio attivo senza necessità di somministrazioni ripetute .
Per l’optometrista, questa tecnologia potrebbe avere impatti rilevanti nella gestione di:
Nonostante i risultati promettenti, la tecnologia è ancora in fase preclinica. Le principali criticità includono:
Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi prima di una possibile applicazione clinica.
L’introduzione di terapie basate sul microbioma potrebbe modificare profondamente il ruolo dell’optometrista, che diventerà sempre più:
Si apre inoltre la strada verso una medicina personalizzata della superficie oculare, con trattamenti “programmabili” in base alla patologia.
Il concetto di “living eye drop” rappresenta una delle innovazioni più interessanti nella terapia corneale degli ultimi anni. Pur essendo ancora lontano dalla pratica clinica, introduce un paradigma completamente nuovo: non più farmaci da instillare, ma sistemi biologici che vivono e curano l’occhio.
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