Stabilire quali siano le migliori scuole di optometria a livello mondiale è un compito complesso e, per certi versi, controverso. La qualità di un’istituzione accademica può infatti essere valutata secondo molteplici criteri: eccellenza didattica, risultati degli studenti agli esami, opinioni degli iscritti, tassi di completamento dei corsi, qualità della formazione clinica o reputazione accademica. Tuttavia, molti di questi parametri sono intrinsecamente soggettivi e difficilmente confrontabili su scala internazionale.
Un indicatore più oggettivo, seppur parziale, è rappresentato dall’eccellenza nella ricerca scientifica. È proprio su questo aspetto che si concentra l’editoriale di Nathan Efron pubblicato nel 2021 sulla rivista Clinical and Experimental Optometry, dal quale prende spunto il presente articolo.
Le scuole di optometria condividono, a livello globale, uno spirito di collaborazione e rispetto reciproco. Tutte mirano a fornire una formazione di alto livello attraverso lezioni teoriche, attività pratiche, apprendimento guidato e tirocini clinici, con l’obiettivo di preparare professionisti competenti e consapevoli dell’etica della professione.
Allo stesso tempo, il mondo accademico è inevitabilmente competitivo. Università e ricercatori competono per ottenere finanziamenti, posizioni accademiche, promozioni, borse di studio e visibilità scientifica. In questo contesto, i sistemi di ranking assumono un ruolo importante nel rappresentare il successo relativo delle istituzioni.
Per valutare in modo oggettivo l’impatto della ricerca in optometria, Efron e collaboratori hanno sviluppato una metodologia basata su un indicatore bibliometrico ampiamente riconosciuto: l’h-index. Tradizionalmente utilizzato per misurare la produttività e l’impatto scientifico di un singolo ricercatore, l’h-index combina quantità (numero di pubblicazioni) e qualità (numero di citazioni).
A partire da questo concetto è stato introdotto l’institution h-index (hIN), un indice che misura l’impatto complessivo della ricerca di una scuola di optometria. Il calcolo dell’hIN si basa sulle pubblicazioni dei 200 optometristi con il maggiore impatto scientifico a livello globale, assumendo che la maggior parte della ricerca optometrica venga condotta all’interno delle scuole universitarie di optometria.
Nel mondo esistono circa 245 scuole di optometria. Di queste, solo 20 risultano rappresentate tra le istituzioni con il più alto impatto di ricerca secondo l’hIN. Tali scuole sono distribuite in sette Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Hong Kong, Nuova Zelanda e Portogallo.
Al vertice della classifica si colloca la University of California, Berkeley (Stati Uniti), seguita dalla University of New South Wales (Australia). Queste due istituzioni si distinguono nettamente dalle altre per l’elevato impatto della loro produzione scientifica. In particolare, Berkeley emerge come la scuola di optometria con il più alto livello di eccellenza nella ricerca, grazie anche a una lunga tradizione accademica e a un ambiente universitario di altissimo profilo internazionale.
Un dato particolarmente rilevante riguarda l’Australia, che colloca tre scuole di optometria tra le prime sette al mondo: la University of New South Wales, la Queensland University of Technology e la University of Melbourne. Questo risultato testimonia l’elevato livello della ricerca optometrica australiana e il valore delle basi storiche costruite da figure pionieristiche della disciplina. Altre scuole australiane, istituite più recentemente, non compaiono ancora tra le prime venti, ma rappresentano un investimento strategico per il futuro. Il rafforzamento della loro capacità di ricerca potrebbe consentire, nel medio-lungo periodo, un’ulteriore crescita del ruolo dell’Australia nel panorama optometrico internazionale.
Le classifiche basate sull’impatto della ricerca non hanno lo scopo di stabilire una “supremazia” assoluta, ma forniscono informazioni utili a diversi attori del sistema accademico e professionale. Le università possono utilizzarle per orientare le proprie strategie di sviluppo; le aziende e l’industria per individuare centri di eccellenza con cui collaborare; i ricercatori per scegliere contesti favorevoli alla crescita scientifica; gli studenti e i professionisti per comprendere il valore internazionale delle istituzioni che li formano. Poiché la ricerca rappresenta il fondamento dell’insegnamento universitario e della pratica clinica basata sulle evidenze, un’elevata qualità scientifica si traduce indirettamente in una migliore formazione e in una pratica optometrica più solida e aggiornata.