Cosa sono le cellule staminali limbari usate in medicina degenerativa

I nuovi potenziali terapeutici delle cellule staminali in oftalmologia.

I recenti avanzamenti in medicina rigenerativa, in particolare le terapie basate sull’uso di colture autologhe di cellule staminali adulte, e le prime sperimentazioni cliniche recentemente proposte con cellule staminali pluripotenti, hanno generato entusiasmo e molti sforzi per esplorare i nuovi potenziali terapeutici sia delle cellule staminali adulte sia pluripotenti.

Negli ultimi decenni, la biologia dello sviluppo ha chiarito molti meccanismi cellulari e molecolari, che regolano l’omeostasi dei tessuti dipendente dalle cellule staminali, rendendoci edotti sulle basi molecolari di molte patologie. Molti tessuti e organi umani possiedono la capacità di auto rinnovarsi e riparare lesioni acute e croniche. Questi processi si fondano sulla presenza di specifiche cellule staminali, che generano progenitori (spesso definite cellule che amplificano in maniera transiente), le quali generano cellule terminalmente differenziate. Esempi tipici di queste transizioni, sono le cellule staminali ematopoietiche, che danno origine a tutte le cellule del sangue attraverso progenitori mieloidi e linfoidi, o le cellule staminali epidermiche, che danno origine alla epidermide, al follicolo pilifero e alle ghiandole sebacee; le cellule staminali mesenchimali, che derivano dal midollo osseo, sono capaci di generare tutti i tessuti trovati nel segmento osseo (ossa, cartilagine, adipociti, fibroblasti e lo stroma che supporta l’ematopoiesi), meglio definite cellule staminali scheletriche.

Il ruolo degli epiteliGli epiteli di rivestimento giocano un ruolo cruciale nella omeostasi dell’intero organismo, infatti, coprono tutte le superfici esterne e interne del corpo umano. Tutti insieme, gli epiteli squamosi rappresentano approssimativamente il 20% del peso corporeo. Essi costruiscono una barriera efficiente e intrinsecamente sicura, che è capace di separare la massa corporea dall’ambiente esterno e mantenere i fluidi interni inalterati, preservandoci dal costante attacco dei microrganismi.Gli epiteli stratificati forniscono un sistema sperimentale ideale per studiare le cellule staminali adulte. Essi sono costantemente rinnovati attraverso la proliferazione periodica delle cellule staminali dei cheratinociti e un complesso equilibrio tra crescita cellulare e differenziamento. Il pionieristico lavoro di Rheinwald e Green (1975) ha reso possibile la coltura di cheratinociti umani utilizzando uno strato di nutrimento costituito di cellule 3T3-J2 (murine) letalmente irradiate, introducendo una condizione, in questo momento insostituibile, per la realizzazione della terapia cellulare mediata da cellule staminali epiteliali. Le colture di cheratinociti autologhi sono state usate per preparare lembi destinati a ripristinare permanentemente gravissime mancanze epidermiche, come ustioni a tutto spessore molto estese e in grado di mettere seriamente a rischio la sopravvivenza del paziente, e possono essere utilizzate per la terapia genica di malattie genetiche della pelle.

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Fonte: Oculista Italiano

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