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Le lenti a supporto accomodativo migliorano le abilità di lettura?

Introduzione: L’affaticamento visivo digitale (DES; sindrome da visione artificiale) è una causa comune di sintomi durante la visualizzazione di dispositivi digitali.

Lenti a supporto accomodativo sono state realizzate con il razionale di supportare l’accomodazione e pertanto sviluppate su questa premessa.

Metodi: Il questionario CVS-Q è stato utilizzato per selezionare gli adulti pre-presbiti con i sintomi di DES. I partecipanti hanno ricevuto una visita oculistica completa inclusa una valutazione dell’occhio secco con un questionario SANDE modificato e utilizzando i criteri DEWS I.

L’effetto immediato di lenti a supporto accomodativo (addizioni basse: +0,50D, +0,75D, +1,25D) è stato studiato utilizzando la preferenza soggettiva e un confronto in doppio cieco con lenti plano attraverso il Wilkins Rate of Reading Test (WRRT).

Durante questo test, i partecipanti hanno indossato la correzione refrattiva a distanza, basata sulla retinoscopia non cicloplegica e sulla rifrazione soggettiva.

Risultati: I segni e i sintomi dell’occhio secco erano frequentemente presenti nei soggetti analizzati. La maggior parte dei partecipanti ha riportato una preferenza soggettiva per le addizioni basse, con +0,75D l’addizione più comunemente preferita.

Le addizioni basse (+0,50D e +0,75D; ma non +1,25D) sono state associate a prestazioni significativamente migliorate al WRRT.

Un quarto dei partecipanti legge più del 10% più velocemente con queste lenti.

Conclusioni: La popolazione in studio aveva un’età compresa tra 20 e 40 anni e lavorava principalmente su computer desktop. È possibile che l’aggiunta di +1,25D possa essere più vantaggiosa per le persone più adulte o che lavorano di più a distanze di visualizzazione più vicine.

Molti utenti sintomatici di dispositivi digitali segnalano una preferenza per le basse addizioni di queste lenti è spesso tale utilizzo è associato a un miglioramento delle prestazioni di lettura.

Fonte: An investigation of low power convex lenses (adds) for eyestrain in the digital age (CLEDA)

Dove puoi leggere l’articolo integrale: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32334980/

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