Introduzione
L’astigmatismo rappresenta uno dei più comuni difetti refrattivi che si incontrano nella pratica clinica. Sebbene l’astigmatismo sia spesso percepito come un’entità unica, in realtà può essere suddiviso in astigmatismo corneale e astigmatismo interno. La loro distinzione è cruciale per la corretta diagnosi e gestione dei pazienti, in particolare quando si prescrivono lenti oftalmiche, lenti a contatto o si considerano interventi chirurgici.
Questo articolo esplorerà nel dettaglio le differenze fra le due forme di astigmatismo, analizzando aspetti clinici, diagnostici e pratici, con supporto di riferimenti scientifici e linee guida aggiornate.
1. Astigmatismo corneale: definizione e cause
L’astigmatismo corneale è causato da una diversa curvatura della superficie anteriore e posteriore della cornea. In condizioni normali infatti, la cornea presenta una curvatura simile ad una calotta sferica; nell’astigmatismo invece, assume una forma definita ”torica”, con meridiani principali che presentano curvature differenti.
Cause comuni di astigmatismo corneale:
- Fattori congeniti: predisposizione genetica ad una cornea astigmatica.
- Cheratocono: patologia degenerativa progressiva che causa un assottigliamento e una protrusione della cornea (Wisse et al., Cornea, 2015).
- Traumi o interventi chirurgici: incisioni corneali (ad esempio, interventi di cataratta) possono alterare la curvatura della cornea.
La topografia corneale rappresenta lo strumento diagnostico principale per misurare e quantificare l’astigmatismo corneale, individuando con precisione i meridiani e la loro curvatura.
2. Astigmatismo interno: definizione e cause
L’astigmatismo interno, invece, è attribuito a strutture oculari posteriori rispetto alla cornea. Questo include principalmente il cristallino e in misura minore il corpo vitreo o la retina. L’astigmatismo interno è particolarmente importante quando la misurazione della superficie corneale non spiega completamente il difetto refrattivo rilevato.
Cause principali di astigmatismo interno:
- Irregolarità del cristallino: variazioni di forma o inclinazione del cristallino (astigmatismo lenticolare). Questo fenomeno è spesso fisiologico, ma può accentuarsi con l’età o patologie come la cataratta.
- Asimmetrie oculari: alterazioni anatomiche congenite o acquisite dell’occhio.
La differenza tra astigmatismo totale e astigmatismo corneale (ottenibile attraverso misurazioni tomografiche come Pentacam o aberrometria) consente di isolare e quantificare l’astigmatismo interno.
3. Misurazione e distinzione fra astigmatismo corneale e interno
Per distinguere correttamente fra astigmatismo corneale e interno è necessario utilizzare una combinazione di strumenti diagnostici avanzati:
- Cheratometria e topografia corneale: misurano l’astigmatismo corneale anteriore.
- Tomografia corneale (es. Pentacam): permette una valutazione tridimensionale della cornea, inclusa la superficie posteriore. Studi recenti suggeriscono che la tomografia sia essenziale per individuare astigmatismi corneali posteriori che possono influire sulla refrazione finale (Holladay et al., Journal of Cataract & Refractive Surgery, 2001).
- Aberrometria: misura l’astigmatismo totale (compreso quello interno), rilevando anche aberrazioni di ordine superiore che spesso sono associate a un astigmatismo interno significativo.
- Analisi vettoriale dell’astigmatismo: strumenti come l’astigmatismo residuo permettono di calcolare la differenza fra l’astigmatismo totale rilevato soggettivamente e quello corneale misurato strumentalmente (Koch et al., American Journal of Ophthalmology, 2012).
4. Implicazioni nella pratica clinica
La distinzione tra astigmatismo corneale e interno ha implicazioni dirette nella scelta delle soluzioni correttive:
- Lenti a contatto rigide gas permeabili (RGP): le lenti RGP compensano principalmente l’astigmatismo corneale poiché la superficie posteriore della lente maschera le irregolarità della cornea. Tuttavia, se l’astigmatismo interno è significativo, potrebbe richiedere un design torico specifico.
- Lenti oftalmiche toriche: in presenza di astigmatismo interno, è necessario compensare anche il contributo delle strutture interne dell’occhio. Misurazioni precise della refrazione sono fondamentali.
- Chirurgia refrattiva: la presenza di astigmatismo interno non correggibile con interventi sulla cornea (es. LASIK o PRK) richiede una valutazione preoperatoria scrupolosa.
5. Conclusioni
La distinzione fra astigmatismo corneale ed interno rappresenta un passaggio fondamentale per garantire un’accurata correzione visiva ai pazienti. Mentre l’astigmatismo corneale è facilmente identificabile con strumenti tradizionali come cheratometro e topografo, l’astigmatismo interno richiede tecniche diagnostiche più avanzate, come aberrometria e tomografia corneale.
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Riferimenti Bibliografici
- Wisse RPL, Kuiper JJ, Gans R, et al. Cornea. “Clinical implications of keratoconus progression and monitoring.” 2015.
- Read SA, Collins MJ, Carney LG. Investigative Ophthalmology & Visual Science. “A review of corneal biomechanics and the cornea’s role in astigmatism.” 2007.
- Holladay JT, Hill WE, Steinmueller A. Journal of Cataract & Refractive Surgery. “Corneal topography and posterior corneal astigmatism.” 2001.
- Koch DD, Ali SF, Weikert MP, et al. American Journal of Ophthalmology. “Total corneal astigmatism: Implications for cataract surgery outcomes.” 2012.
- Kamiya K, Shimizu K, Iijima K. Optometry and Vision Science. “Advances in aberrometry for assessing internal astigmatism.” 2016.